Dr.Urtis

CONTRATTURA
CAPSULARE

“Adoro le tue curve pericolose!”

Contrattura
capsulare

La contrattura capsulare è una reazione avversa che si presenta occasionalmente dopo interventi chirurgici alla protesi mammaria, che rende il seno duro e doloroso al tatto. La contrattura capsulare è la complicazione dopo l’intervento chirurgico di protesi mammaria che riguarda maggiormente i pazienti, ma attualmente il rischio è relativamente basso.

La contrattura capsulare è una reazione di guarigione all’impianto delle protesi. La capsula si sviluppa eccessivamente, facendo diventare il seno duro e doloroso al tatto.

  • REGIME

    Day hospital o degenza

  • PER RECUPERARE

    Qualche giorno di calma

La procedura chirurgica
per contrattura
capsulare

Come prima cosa dovrai effettuare una visita con il chirurgo plastico per capire il grado di incapsulamento che hai, che può variare da una forma leggera ed una più severa. Ti verrà chiesto un esame pre-operatorio, in base alle prescrizioni fornite dal chirurgo, per verificare che tu sia idonea all’intervento chirurgico.

A seconda del grado di incapsulamento, della sua complessità e dello studio completo precedentemente condotto sul tuo caso specifico, il chirurgo deciderà il tipo di procedura da utilizzare.

TECNICHE CONTRO LA CONTRATTURA MUSCOLARE

Le due tecniche più utilizzate sono:

  1. Capsulotomia: è la tecnica con cui il chirurgo taglia la capsula con il bisturi. Normalmente non viene utilizzato perché la capsula rimane e vi è un’alta percentuale di probabilità che l’incapsulamento si riproduca.
  2. Capsulectomia: è la tecnica con cui la capsula che circonda la protesi viene completamente rimossa, senza cambiare l’impianto.

La contrattura capsulare o l’intervento di incapsulamento vengono eseguiti utilizzando l’approccio e l’accesso adottati nella prima operazione. Nel caso in cui l’incapsulamento si verifichi poco dopo l’intervento al seno e venga rilevato nei primi mesi dopo l’operazione, possono essere efficaci trattamenti non chirurgici, come i massaggi specifici.

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Profilo della paziente
per la chirurgia
della contrattura
al seno

La chirurgia per risolvere la contrattura capsulare è indicata per le donne che hanno effettuato un intervento al seno con protesi.

Il chirurgo plastico, durante la visita, deve determinare il grado di contrattura capsulare per stabilire se è di un grado così severo da richiedere un intervento.

In ogni caso, un eventuale intervento può essere eseguito solo se sono trascorsi più di sei mesi da quando sono state “impiantate” le protesi. Infatti, nei primi mesi sono molto efficaci anche i trattamenti non chirurgici, che possono risultare risolutivi prima di dover ricorrere ad un’altra operazione.

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Quanto costa la chirurgia
per contrattura muscolare?

Il prezzo di chirurgia per contrattura muscolare è influenzato dalla tecnica scelta e dalla protesi mammaria utilizzata, ma ciò che maggiormente aumenta il prezzo di questo intervento sono le attrezzature mediche e il centro ospedaliero. Nei Centri Diventa®, mantenendo la qualità di ciascuno di questi fattori, cerchiamo di offrirti il miglior prezzo per l’intervento di contrattura muscolare, perché ci concentriamo sul darti un risultato naturale e duraturo nel tempo.

L’importo così determinato comprende gli onorari dei professionisti e i materiali (sala operatoria, onorario anestesista, onorario chirurgo, compensi staff medico e paramedico, presidi medici, materiali, ecc.), i dispositivi medici postoperatori, il ricovero in regime di day hospital o l’ospitalità notturna, se prevista dal chirurgo, ed include sempre la visita preoperatoria con l’anestesista, la presenza costante e contemporanea di anestesista (dotato di tutti i più moderni strumenti di monitoraggio ed intervento), dell’aiuto chirurgo e del chirurgo plastico in sala operatoria durante l’intervento, la reperibilità dell’équipe per le prime 24 ore, le visite di medicazione e di controllo post intervento, per garantirti il massimo comfort e sicurezza.

Nei Centri Diventa® ti offriamo una serie di servizi in modo che tu che desideri risolvere una contrattura capsulare possa farlo in una clinica di qualità, sicura e prestigiosa. Non sottovalutare l’importanza di affidarti a strutture, medici ed organizzazioni qualificate, in grado di gestire qualsiasi imprevisto: quando valuterai il costo del tuo intervento al seno, chiediti se la cifra che ti viene presentata vale la tua sicurezza oppure no e poi decidi.

La garanzia
Centri Diventa®

Nei Centri Diventa® sottoscriviamo con te un impegno con il quale ti garantiamo una serie di servizi inclusi nella Garanzia Diventa: così, nel caso in cui qualcosa dovesse andare storto, saremo in grado di risolverlo in modo rapido ed efficace.

Dato che adottiamo rigide misure e principi di sicurezza, raramente si verificano complicanze o effetti avversi dopo un aumento del seno, ma la Garanzia Diventa si impegna a trovare una soluzione anche in questo caso.

Come scegliere
il miglior prezzo

Come facciamo a sapere se il prezzo fornito da una clinica è adeguato?

La prima cosa è essere sicuri che il budget di cui disponi sia sufficiente per coprire tutte le spese mediche necessarie durante una procedura di correzione del seno, cioè gli onorari dei professionisti e i materiali (sala operatoria, onorario anestesista, onorario chirurgo, compensi staff medico e paramedico, presidi medici, materiali, ecc.), i dispositivi medici postoperatori, il ricovero in regime di day hospital o l’ospitalità notturna, la visita preoperatoria con l’anestesista, la presenza costante e contemporanea di anestesista (dotato di tutti i più moderni strumenti di monitoraggio ed intervento), dell’aiuto chirurgo e del chirurgo plastico in sala operatoria durante l’intervento, la reperibilità dell’équipe per le prime 24 ore, le visite di medicazione e di controllo post intervento.

Nei Centri Diventa® ti offriamo un prezzo onnicomprensivo, in modo che non ci siano sorprese.

Nei Centri Diventa® lavoriamo ogni giorno per raggiungere la massima soddisfazione dei nostri pazienti e comprendiamo che il prezzo influenza notevolmente anche la soddisfazione. I pazienti sono contenti dei risultati, ma anche del prezzo che hanno pagato. Per questo motivo, nei Centri Diventa® facciamo del nostro meglio per offrirti i migliori prezzi per intervento di contrattura muscolare.

Chiama il numero verde in alto a sinistra o compila il modulo e ti contatteremo il prima possibile.

Contrattura capsulare
F.A.Q.

Potrai fare tutte le domande sull’aumento del seno al tuo chirurgo durante la consultazione ma per iniziare puoi osservare qui di seguito le domande più frequenti sulla mastoplastica additiva e sulla contrattura capsulare.

Nelle prime 4 settimane potrai fare piccole passeggiate, godendoti la calma ed il riposo. Ascoltando il tuo corpo, ti accorgerai che poco a poco sta riprendendo vigore e potrai gradualmente riprendere l’attività fisica. Se pratichi uno sport come il nuoto o lo yoga, potrai ricominciare dopo 3 o 4 settimane.

Se invece pratichi uno sport che potrebbe esporti a traumi, come lo sci, il tennis, il calcio, il sollevamento pesi, ecc. è preferibile che aspetti almeno 6 settimane.

Potrai guidare l’automobile dopo un paio di settimane, senza però fare lunghi viaggi e tornare al tuo lavoro, se non è un’attività che comporta fatica fisica. Diversamente, pianifica una settimana in più di riposo, che te lo sei meritato!

Potrai fare l’amore dopo una quindicina di giorni, con delicatezza e avendo cura di non comprimere il seno. Sappiamo che non vedrai l’ora di mostrare al tuo partner il tuo splendido seno, ma devi avere pazienza. Se riesci, continua ad indossare l’indumento compressivo anche durante l’attività sessuale.

L’aumento del seno è un intervento chirurgico che richiede preparazione ed esperienza, pertanto deve essere eseguito da uno specialista in chirurgia plastica esclusivamente in strutture sanitarie autorizzate, affinché le rare reazioni avverse, che tuttavia possono accadere, siano gestite tempestivamente e agevolmente risolte.

Devi quindi rispettare scrupolosamente le indicazioni che il chirurgo ti darà per prepararti all’intervento e per il periodo post operatorio, anche quelle che ti potrebbero piacere di meno, come, ad esempio, diminuire le sigarette sia prima che dopo.

Il fumo, infatti, è un fattore altamente pericoloso quando si tratta della salute e può compromettere in maniera anche grave l’esito di un intervento chirurgico. Scegli quindi di affidarti soltanto a professionisti e strutture di alta qualità, non risparmiare quando si tratta di te. Ricorda che il tuo obiettivo è risolvere un problema, non procurartene degli altri.

La scelta delle protesi è una fase molto delicata ed importante: dovrai scegliere, con l’aiuto del chirurgo plastico, un tipo di protesi che sia adatto alla tua conformazione fisica ed alle caratteristiche dei tuoi tessuti, se vuoi ottenere un seno naturale e armonioso.

Attualmente esistono in commercio diverse tipologie di protesi che si differenziano per forma, superficie e contenuto.

PROTESI ROTONDE O A GOCCIA?

Le protesi possono avere forma rotonda o con profilo anatomico (a goccia). Le prime sono più indicate se il tuo seno ha già una forma armonica e desideri un aumento di volume proporzionato o se la gravidanza ti ha lasciato il seno svuotato e cadente, mentre le protesi con profilo anatomico sono indicate se hai pochissimo seno e che desideri ottenere un effetto molto naturale.

Le protesi hanno anche diversi gradi di proiezione (basso, medio e alto), per un seno più o meno esplosivo. Una protesi molto proiettata ti regalerà un seno sfacciato, mentre una protesi di basso profilo riempirà le tue forme in modo molto più discreto.

PROTESI LISCE O RUVIDE?

Esternamente, le protesi mammarie possono avere una superficie liscia o rugosa (protesi lisce o testurizzate). Le protesi a superficie liscia hanno un involucro leggermente più morbido e poco percepibile al tatto anche quando vengono posizionate sotto la ghiandola mammaria. Le protesi testurizzate sono invece un po’ più rigide al tatto, ma vengono usate in quanto vanno incontro a minore contrattura capsulare. Di recente, c’è stato un gran parlare delle protesi testurizzate: per sentirti più tranquilla e sicura leggi il comunicato del Ministero della Salute.

Le protesi utilizzate nella mastoplastica additiva sono costituite da un involucro esterno di silicone e da un contenuto interno che può essere di gel di silicone o di soluzione fisiologica. Il gel di silicone è un materiale altamente coesivo e uniforme che pur avendo la morbidezza e la consistenza propria del tessuto mammario, agisce come una sostanza solida: in questo modo, in caso di rottura accidentale della protesi, il suo contenuto non si disperde nel seno.

PROTESI IN GEL DI SILICONE

Le protesi con gel di silicone sono disponibili in tre diversi gradi di coesività (morbido, leggermente denso e molto denso) al fine di garantire il massimo livello di resistenza, sicurezza e comfort. Vi sono poi anche protesi in poliuretano, generalmente utilizzate per mastoplastiche secondarie dopo una contrattura capsulare.

Tutte le protesi di ultima generazione garantiscono il massimo grado di sicurezza, resistenza e confort e sono garantite a vita. Studi scientifici hanno inoltre dimostrato che non esiste alcuna correlazione tra l’uso di protesi mammarie e l’insorgenza di tumori al seno, malattie autoimmuni o del tessuto connettivo. Recentemente alcuni studi hanno addirittura dimostrato una minore incidenza di tumore mammario in donne portatrici di protesi mammarie.

Nel corso del tempo potresti decidere di sostituire le protesi più per scelta personale che a causa di razioni avverse o rotture, come invece accadeva un tempo.

La contrattura capsulare, spesso erroneamente definita “rigetto”, non è altro che l’eccessiva contrazione della membrana biologica che il nostro corpo crea naturalmente per isolare le protesi dal resto dell’organismo, stabilizzandole nella posizione corretta. Con questa “pellicola biologica”, inoltre, il corpo crea una barriera che impedisce la dispersione del contenuto della protesi nei tessuti limitrofi in caso di rottura.

A volte però, questo guscio naturale o “capsula” diventa spesso e rigido, stringendo la protesi fino a farla diventare dura e deforme. Questo fenomeno viene definito “contrattura della capsula periprotesica“.

Per definire la durezza della mammella e l’intensità della contrattura si utilizza la scala di Baker che opera una classificazione in base a quattro diversi gradi:

  • nel I grado la consistenza della mammella è perfettamente uguale a quella naturale e quindi la protesi non è palpabile né visibile;
  • nel II grado l’impianto è palpabile ma non visibile. La mammella con la protesi è meno morbida di un seno “normale” e si percepisce che al suo interno è alloggiato un corpo estraneo, anche se non è facile distinguerlo con chiarezza. Molte donne con mammelle con una contrattura di II grado non si lamentano affatto, anzi spesso la interpretano come una maggior tonicità;
  • nel III grado la protesi è palpabile e visibile con tendenza a fissarsi ai tessuti limitrofi in modo innaturale;
  • nel IV grado rientrano le contratture più gravi a causa delle quali le mammelle appaiono dure, fredde e deformi. Le contratture di IV grado spesso determinano anche un certo indolenzimento, talvolta intermittente, più raramente continuo ed assillante.

La contrattura capsulare si verifica con una percentuale molto bassa e si è mediamente assestata intorno al 1-2% dei casi. Si tratta di un evento avverso non prevedibile, che si può risolvere, nei casi più gravi, con una sostituzione delle protesi.

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