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Contrattura
Capsulare

Contrattura capsulare

La contrattura capsulare è una reazione avversa che si presenta occasionalmente dopo interventi chirurgici alla protesi mammaria a causa della quale il seno diventa duro e doloroso al tatto. Entro certi limiti la contrattura capsulare è il risultato di un processo naturale e spontaneo: nei giorni successivi al posizionamento di una protesi mammaria l’organismo stesso provvede a circondarla con una pellicola fibrosa detta “capsula periprotesica”.

La contrattura capsulare è invece considerata una complicazione indesiderata e conseguente all’intervento chirurgico di protesi mammaria se la capsula è troppo spessa e si contrae. Attualmente, grazie ai progressi della chirurgia estetica e alla qualità delle protesi mammarie, il rischio di contrattura capsulare è relativamente basso.

L’incapsulamento protesi del seno ha sintomi ben definiti (li esamineremo nel dettaglio nel prossimo paragrafo): se ritieni di trovarti in questa situazione a causa di un intervento chirurgico al seno contatta al più presto il tuo specialista di riferimento o rivolgiti ai professionisti dei Centri Diventa®. La protesi mammaria incapsulata non costituisce un rischio per la salute ma compromette il risultato delle operazioni chirurgiche di aumento del seno e causa sfiducia nelle pazienti, che ne subiscono anche un danno emotivo.

Contrattura capsulare: dopo quanto si manifesta?

I primi sintomi della contrattura capsulare si possono presentare già dopo un mese dall’intervento di mastoplastica additiva e fino a svariati anni di distanza. È dunque importante che la paziente venga istruita nel riconoscimento di una eventuale criticità. Come anticipato è utile ricordare ancora che un certo grado di contrattura capsulare è del tutto normale e costituisce la naturale risposta dell’organismo all’inserimento dell’impianto attraverso una reazione cicatrizzante. Per scongiurare ogni rischio gli specialisti della chirurgia del seno dei Centri Diventa® effettuano controlli periodici e ravvicinati, una sicurezza che non si può ottenere quando ci si reca, per esempio, all’estero per il trattamento chirurgico degli inestetismi del seno.

La procedura chirurgica per contrattura capsulare

  • FASE 1

    Prima dell’operazione volta a risolvere un problema di contrattura capsulare dovrai effettuare una visita con il chirurgo plastico per comprendere il tuo grado di incapsulamento, che può variare da una forma leggera ad una più severa. Ti verrà chiesto un esame pre-operatorio, in base alle prescrizioni fornite dal chirurgo, per verificare che tu sia idonea all’intervento chirurgico correttivo della contrattura capsulare.

  • FASE 2

    A seconda del grado di incapsulamento, della sua complessità e dello studio completo precedentemente condotto sul tuo caso specifico, il chirurgo deciderà il tipo di procedura da utilizzare.

correzione asimmetria mammaria

Contrattura capsulare seno: i sintomi

Chi è vittima di una contrattura capsulare riferisce sintomi quali: 

  • durezza della mammella in cui si è verificato l’incapsulamento della protesi mammaria;
  • sollevamento di uno dei due seni, che risulta pertanto essere il seno portatore della protesi incapsulata;
  • generale deformità;
  • modifica nella forma del seno coinvolto: non più rotonda ma ovale, con base più stretta;
  • parte inferiore della mammella interessata svuotata;
  • seno con protesi incapsulata più sensibile al tatto e duro;
  • dolore, dovuto alla contrazione dei nervi sottocutanei.

La contrattura capsulare ha sintomi che, tuttavia, dipendono dalla gravità dell’incapsulamento, classificato in una scala da 1 a 4. Una contrattura capsulare di grado 1 è considerata una condizione fisiologica successiva a un intervento di mastoplastica additiva, nella quale il seno è ancora morbido e ha una forma naturale. In questi casi lo specialista si limita a trattare la contrattura capsulare con rimedi farmacologici. Se la contrattura capsulare è di grado 4 è sempre accompagnata dal dolore e da un’alterazione delle forme e richiede una risoluzione di tipo chirurgico.

Sono stata trattata davvero bene. Sempre calorosi e professionali, a differenza di altri che dopo non vogliono essere disturbati. I risultati sono sorprendenti: il mio fidanzato dice che non riesce a smettere di sognarmi! I miei seni sono simmetrici e la forma ogni giorno più naturale.

Gaia M. 32 anni - Milano

Mastoplastica Addittiva

Non so esprimere la gioia per il risultato dell’intervento al seno fatto per correggere un precedente risultato negativo: ho riavuto indietro la mia vita e la mia autostima! Medico e assistenti mi hanno dato il tempo per porre qualsiasi domanda. Ora il mio seno è fantastico. Un enorme grazie!.

Patrizia S. 53 Anni - Torino

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Vorrei esprimere la mia soddisfazione per l’incredibile servizio ricevuto. Fin dall’inizio livello eccezionale: attenzione ai dettagli, abilità chirurgiche ed empatia rara. Sono persino riusciti a recuperare i dati delle protesi messe 14 anni fa! Non avrei potuto scegliere un centro migliore.

Paola V. 47 Anni - Roma

Sostituzione Protesi

Sono molto soddisfatta dei miei risultati dieci giorni dopo l’intervento e per tutto il tempo mi sono sentita in mani molto sicure. Tutto il personale si è preso cura di me, sono stati gentili e attenti. Mi hanno messa completamente a mio agio. Grazie a tutti di nuovo, siete adorabili!

Vanessa T. 25 anni - Salerno

Mastoplastica Additiva

Dopo molte ricerche ho scoperto che la mastopessi sarebbe stata la migliore soluzione per il mio seno cadente. Medico e assistenti mi hanno spiegato dettagliatamente cosa comportava l’intervento e i risultati ottenibili. Ora è passato un mese e sono al settimo cielo. Grazie infinite, vi amo!

Emma B. 31 anni - Ferrara

Mastopessi

Lo staff è stato a dir poco fantastico. Capiscono esattamente quello che vuoi fin dalla prima visita, non solo dal punto di vista medico, ma anche umano: persone gentili, competenti e super disponibili. Li consiglierei al 100%!!!

Shiva A. 39 anni - Ancona

Mastoplastica Additiva

Fin dalla prima visita ho apprezzato la cura con cui mi hanno trattata. Sono una trans e spesso veniamo trattati come fenomeni e non come esseri umani. Loro sono stati straordinari! Dopo 9 settimane sono assolutamente felice delle mie nuove tette, tutto ciò che avrei potuto desiderare!

Miriam E. 41 anni - Parma

Mastoplastica Additiva

È così bello adesso indossare reggiseni e bikini e sentirmi davvero superfemminile. Posso onestamente dire che a 41 anni mi sento più felice e a mio agio con il mio corpo di quanto sia mai stata e non riuscirò mai a ringraziare abbastanza tutto lo staff. Lo rifarei altre cento volte.

Andrea L. 41 anni - Livorno

Mastoplastica Additiva

Tecniche di risoluzione della contrattura capsulare

Le due tecniche più utilizzate sono:

Capsulotomia: è la tecnica con cui il chirurgo taglia la protesi del seno incapsulata con il bisturi. Non si ricorre spesso a questo tipo di intervento perché la capsula rimane e vi è un’alta percentuale di probabilità che l’incapsulamento si riproduca.

Capsulectomia: è la tecnica con cui la capsula che circonda la protesi viene completamente rimossa, senza cambiare l’impianto. Per l’operazione correttiva della contrattura capsulare si utilizza l’approccio e l’accesso adottati nella prima operazione. Nel caso in cui l’incapsulamento si verifichi poco dopo l’intervento al seno e venga rilevato nei primi mesi dopo l’operazione possono essere efficaci trattamenti non chirurgici, come i massaggi.

Contrattura capsulare: profilo del paziente

La chirurgia per risolvere la contrattura capsulare è indicata per le donne che hanno effettuato un intervento al seno con protesi.

Il chirurgo plastico, durante la visita, deve determinare il grado di contrattura capsulare per stabilire se è di un grado così severo da richiedere un intervento.

In ogni caso un eventuale intervento può essere eseguito solo se sono trascorsi più di sei mesi da quando sono state “impiantate” le protesi. Infatti nei primi mesi sono molto efficaci anche i trattamenti non chirurgici, che possono risultare risolutivi prima di dover ricorrere ad un’altra operazione.

Quanto costa la chirurgia per contrattura muscolare?

Il prezzo dell’operazione chirurgica risolutiva di una contrattura capsulare è influenzato dalla tecnica scelta e dalla protesi mammaria utilizzata, ma ciò che maggiormente aumenta la spesa sono le attrezzature mediche e il centro ospedaliero. Nei Centri Diventa®, mantenendo la qualità di ciascuno di questi fattori, ci impegniamo a offrirti il miglior prezzo per la correzione della contrattura capsulare, riuscendo a coniugare prezzi competitivi e il rispetto dei più elevati standard di qualità.

L’importo così determinato per la chirurgia della contrattura capasulare comprende gli onorari dei professionisti e i materiali (sala operatoria, onorario anestesista, onorario chirurgo, compensi staff medico e paramedico, presidi medici, materiali, ecc.), i dispositivi medici postoperatori, il ricovero in regime di day hospital o l’ospitalità notturna (se prevista dal chirurgo). Include inoltre sempre la visita preoperatoria con l’anestesista, la presenza costante e contemporanea di anestesista (dotato di tutti i più moderni strumenti di monitoraggio ed intervento), dell’aiuto chirurgo e del chirurgo plastico in sala operatoria durante l’intervento, la reperibilità dell’équipe per le prime 24 ore, le visite di medicazione e di controllo post intervento.

Nei Centri Diventa® sono a tua disposizione numerosi servizi per il miglioramento dell’aspetto e della funzionalità di un seno con protesi incapsulata. Niente viene lasciato al caso o all’improvvisazione affinché questa esperienza sia per te sicura, confortevole e soddisfacente sotto tutti i punti di vista. Non sottovalutare l’importanza di affidarti a strutture, medici ed organizzazioni qualificate, in grado di gestire qualsiasi imprevisto: quando valuterai il costo della tua operazione chiediti se la cifra proposta vale la tua sicurezza.

Protesi seno incapsulata: scopri come risolverla con la garanzia Centri Diventa®

Quando ti sottoponi a un intervento di correzione di una contrattura capsulare nei Centri Diventa® sottoscriviamo con te un impegno con il quale garantiamo una serie di servizi inclusi nella Garanzia Diventa: così, nel caso in cui qualcosa dovesse andare storto, saremo in grado di risolverlo in modo rapido ed efficace.

Dato che adottiamo rigide misure e principi di sicurezza, raramente si verificano complicanze o effetti avversi dopo un intervento di chirurgia al seno, ma la Garanzia Diventa si impegna a trovare una soluzione anche in questo caso.

Contrattura capsulare: come scegliere il miglior prezzo per l’operazione

Come facciamo a sapere se il prezzo indicato in clinica per la chirurgia della contrattura capsulare è adeguato?

Prima di tutto è importante disporre di un budget sufficiente a coprire tutte le spese mediche della procedura di correzione della contrattura capsulare, cioè gli onorari dei professionisti e i materiali (sala operatoria, onorario anestesista, onorario chirurgo, compensi staff medico e paramedico, presidi medici, materiali, ecc.), i dispositivi medici postoperatori, il ricovero in regime di day hospital o l’ospitalità notturna, la visita preoperatoria con l’anestesista, la presenza costante e contemporanea dell’anestesista (dotato di tutti i più moderni strumenti di monitoraggio ed intervento), dell’aiuto chirurgo e del chirurgo plastico in sala operatoria durante l’intervento, la reperibilità dell’équipe per le prime 24 ore, le visite di medicazione e di controllo post intervento.

Nei Centri Diventa® i costi per un intervento di revisione chirurgica della contrattura capsulare sono sempre omnicomprensivi: in questo modo sarà più facile anche per te programmare l’operazione ed evitare sorprese sgradite.

Nelle nostre cliniche lavoriamo ogni giorno per raggiungere la massima soddisfazione dei pazienti e comprendiamo che il prezzo influenzi notevolmente anche la soddisfazione. I nostri pazienti sono contenti dei risultati ma anche del prezzo che hanno pagato. Per questo motivo facciamo sempre del nostro meglio per offrire i migliori prezzi per gli interventi chirurgici sulla contrattura capsulare.

Per ricevere informazioni personalizzate chiama il numero verde in alto a sinistra o compila il modulo, sarai ricontattata in poco tempo.

Contrattura capsulare F.A.Q.

Il tuo chirurgo sarà sempre disponibile a rispondere a qualsiasi domanda, dubbio o curiosità relativa alla correzione della contrattura capsulare. In attesa del tuo primo colloquio puoi informarti anche leggendo le risposte ad alcune delle domande più frequenti.

Nelle prime 4 settimane dopo l’operazione di correzione della contrattura capsulare potrai fare piccole passeggiate, godendoti la calma ed il riposo. Ascoltando il tuo corpo, ti accorgerai che, poco a poco, sta riprendendo vigore e potrai gradualmente riprendere l’attività fisica. Se pratichi uno sport come il nuoto o lo yoga, potrai ricominciare dopo 3 o 4 settimane.

 

Se invece pratichi uno sport che potrebbe esporti a traumi come lo sci, il tennis, il calcio, il sollevamento pesi, ecc. è preferibile aspettare almeno 6 settimane.

 

Potrai guidare l’automobile dopo circa 15 giorni (rinunciando però a lunghi viaggi) e anche tornare al tuo lavoro se non è un’attività che comporta fatica fisica. Diversamente, pianifica una settimana in più di riposo.

 

Potrai avere rapporti intimi con il tuo partner o la tua partner dopo una quindicina di giorni, con delicatezza e avendo cura di non comprimere il seno. Se riesci continua ad indossare l’indumento compressivo anche durante l’attività sessuale.

La correzione della contrattura capsulare è un intervento chirurgico che richiede preparazione ed esperienza, pertanto deve essere eseguito da uno specialista in chirurgia plastica esclusivamente in strutture sanitarie autorizzate, affinché le rare reazioni avverse, che tuttavia possono accadere, siano gestite tempestivamente e agevolmente risolte.

Devi quindi rispettare scrupolosamente le indicazioni che il chirurgo ti darà per prepararti all’intervento e per il periodo post operatorio (anche quelle che ti potrebbero piacere di meno, come, ad esempio, diminuire le sigarette sia prima che dopo).

Il fumo infatti è un fattore altamente pericoloso quando si tratta della salute e può compromettere in maniera anche grave l’esito di un intervento chirurgico di chirurgia della contrattura capsulare. Scegli quindi di affidarti soltanto a professionisti e strutture di alta qualità, non risparmiare quando si tratta di te! Ricorda che il tuo obiettivo è risolvere un problema, non procurartene degli altri.

La scelta delle protesi è una fase molto delicata ed importante: dovrai individuare, con l’aiuto del chirurgo plastico, un tipo di protesi che sia adatto alla tua conformazione fisica ed alle caratteristiche dei tuoi tessuti, se vuoi ottenere un seno naturale e armonioso.

Attualmente esistono in commercio diverse tipologie di protesi per correggere la contrattura capsulare, che si differenziano per forma, superficie e contenuto.

CONTRATTURA CAPSULARE: PROTESI ROTONDE E A GOCCIA

Le protesi possono avere forma rotonda o con profilo anatomico (a goccia). Le prime sono più indicate se il tuo seno ha già una forma armonica e desideri un aumento di volume proporzionato o se la gravidanza ti ha lasciato il seno svuotato e cadente. Le protesi con profilo anatomico sono indicate se hai pochissimo seno e desideri ottenere un effetto molto naturale.

Le protesi hanno anche diversi gradi di proiezione (basso, medio e alto), per un seno più o meno esplosivo. Una protesi molto proiettata ti regalerà un seno sfacciato, mentre una protesi di basso profilo riempirà le tue forme in modo molto più discreto.

PROTESI LISCE O RUVIDE PER RISOLVERE LA CONTRATTURA CAPSULARE?

Esternamente, le protesi mammarie per risolvere la contrattura capsulare possono avere una superficie liscia o rugosa (protesi lisce o testurizzate). Le protesi a superficie liscia hanno un involucro leggermente più morbido e poco percepibile al tatto anche quando vengono posizionate sotto la ghiandola mammaria. Le protesi testurizzate sono invece un po’ più rigide al tatto  ma vengono usate in quanto vanno incontro a minore contrattura capsulare. Di recente si è spesso parlato delle protesi testurizzate. Per sentirti più tranquilla e sicura ti invitiamo a leggere il comunicato del Ministero della Salute.

Le protesi utilizzate per correggere un problema di contrattura capsulare sono costituite da un involucro esterno di silicone e da un contenuto interno che può essere di gel di silicone o di soluzione fisiologica. Il gel di silicone è un materiale altamente coesivo e uniforme che pur avendo la morbidezza e la consistenza propria del tessuto mammario, agisce come una sostanza solida: in questo modo, in caso di rottura accidentale della protesi, il suo contenuto non si disperde nel seno.

CHIRURGIA DELLA CONTRATTURA CAPSULARE: PROTESI IN GEL DI SILICONE

Le protesi con gel di silicone sono disponibili in tre diversi gradi di coesività (morbido, leggermente denso e molto denso) al fine di garantire il massimo livello di resistenza, sicurezza e comfort. Vi sono poi anche protesi in poliuretano, generalmente utilizzate per rifare il seno con mastoplastica additiva secondaria dopo una contrattura capsulare.

Tutte le protesi di ultima generazione garantiscono il massimo grado di sicurezza, resistenza e confort e sono garantite a vita. Studi scientifici hanno inoltre dimostrato che non esiste alcuna correlazione tra l’uso di protesi mammarie e l’insorgenza di tumori al seno, malattie autoimmuni o del tessuto connettivo. Recentemente alcuni studi hanno addirittura dimostrato una minore incidenza di tumore mammario in donne portatrici di protesi mammarie.

Nel corso del tempo potresti decidere di sostituire le protesi più per scelta personale che a causa di reazioni avverse o rotture, come invece accadeva un tempo.

La contrattura capsulare, spesso erroneamente definita “rigetto”, non è altro che l’eccessiva contrazione della membrana biologica che il nostro corpo crea naturalmente per isolare le protesi dal resto dell’organismo, stabilizzandole nella posizione corretta. Con questa “pellicola biologica”, inoltre, il corpo crea una barriera che impedisce la dispersione del contenuto della protesi nei tessuti limitrofi in caso di rottura.

A volte però, questo guscio naturale o “capsula” diventa spesso e rigido, stringendo la protesi fino a farla diventare dura e deforme. Questo fenomeno viene definito “contrattura della capsula periprotesica”.

Per definire la durezza della mammella e l’intensità della contrattura si utilizza la scala di Baker che opera una classificazione in base a quattro diversi gradi:

nel I grado la consistenza della mammella è perfettamente uguale a quella naturale e quindi la protesi non è palpabile né visibile;

nel II grado l’impianto è palpabile ma non visibile. La mammella con la protesi è meno morbida di un seno “normale” e si percepisce che al suo interno è alloggiato un corpo estraneo, anche se non è facile distinguerlo con chiarezza. Molte donne con protesi incapsulata di II grado non si lamentano affatto, anzi spesso la interpretano come una maggior tonicità;

nel III grado la protesi seno incapsulata è palpabile e visibile con tendenza a fissarsi ai tessuti limitrofi in modo innaturale;

nel IV grado rientrano le contratture più gravi a causa delle quali le mammelle appaiono dure, fredde e deformi. Le contratture di IV grado spesso determinano anche un certo indolenzimento, talvolta intermittente, più raramente continuo ed assillante.

La contrattura capsulare si verifica con una percentuale molto bassa e si è mediamente assestata intorno al 1-2% dei casi. Si tratta di un evento avverso non prevedibile, che si può risolvere, nei casi più gravi, con una sostituzione delle protesi mammaria incapsulata.